Il modello di riferimento
Il modello sistemico-relazionale
La persona è parte di reti di relazione che la influenzano e che, a sua volta, contribuisce a trasformare.
Modello Sistemico Relazionale
La dinamica relazionale nei sistemi è il focus del Modello Sistemico Relazionale. Il sistema è riferito alla famiglia, alla coppia, alla comunità, all’azienda o organizzazione. Si analizzano le interazioni e comunicazioni per agire sul campo emotivo e relazionale allo stesso tempo. Lo scopo è di migliorare le relazioni, sciogliere i conflitti, promuovendo un ritrovato benessere nel sistema.
È adatto per gestire le difficoltà individuali, di coppia e familiari. Ma anche per gestire disagi comportamentali, situazioni di stress dovute a cambiamenti significativi nella vita del sistema. Questo modello trova applicazione anche per le aziende, ad esempio, nei passaggi generazionali o per conflittualità tra aree organizzative.
Dal Noi All’Io – Dall’Io Al Noi
Con l’approccio sistemico relazionale l’attenzione è il NOI senza tralasciare l’IO. Le individualità compongono il sistema: ogni membro del gruppo è parte del suo insieme complessivo. E quel sistema è tale in quanto è composto da quello specifico gruppo di individui con i loro limiti e le loro risorse.
Aristotele ci dice che “Il totale è maggiore della somma delle sue parti”. Ogni parte ovvero ogni IO si relaziona con gli altri IO, formando un sistema connesso da cui si origina un NOI. Quando questo paradigma funziona possono emergere soluzioni innovative. Ma è molto fragile. Ascoltare con empatia e comunicare consapevolmente sono capisaldi che hanno bisogno di cure costanti.
Un Po’ Di Storia
Il Modello Sistemico Relazionale nasce dal bisogno di comprendere perché pazienti ‘guariti’ ritornavano ad ammalarsi. Tale paradosso era incomprensibile. “E’ lui ansioso, perché deve andare in terapia tutta la famiglia?” è una domanda semplice, ma anche rivelatrice. Nessuno di noi in quanto parte di un gruppo ne è estraneo. Ognuno è parte di un insieme che è in movimento se un altro suo componente si muove. Magari chi esprime il disagio lo sta facendo per l’intero gruppo familiare, assumendosi la responsabilità e l’onere di manifestarlo per tutti.
I primi studi di diffondono negli USA dagli anni Cinquanta del secolo scorso, grazie alle Teorie della prima e seconda Cibernetica e alla Teoria dei Sistemi di L. Von Bertanlaffy. A cui si affianca la Scuola di Palo Alto e il Mental Research Institute con Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, Paul Watzlawick. Nasce in tal modo la Terapia Sistemica Familiare che si diffonde in Italia negli anni Ottanta con il Milan Approach di Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin.
L’orientamento sistemico-relazionale studia il comportamento del singolo nell’ambiente e nel sistema in cui vive. La persona è osservata in funzione della rete delle relazioni significative che intreccia sia venendone condizionata che condizionando a sua volta. Gli accadimenti problematici del singolo esprimono il movimento sotterraneo che definisce lo stato reale in cui il gruppo vive. Il sintomo o conflitto manifestato non è solo di chi lo esprime, ma dell’intero sistema familiare.
La Comunicazione E La Pragmatica
“La pragmatica della comunicazione umana” di Watzlawick e i suoi colleghi di Palo Alto ci dimostra che comunicare è complicato. Comunicare non significa solo trasferire delle informazioni. Attraverso lo scambio comunicativo si cerca di influenzare e, a sua volta, si è condizionati. Il primo assioma della comunicazione afferma che “NON SI PUO’ NON COMUNICARE”. Anche solo ascoltando o non agendo o andandosene stiamo comunicando qualcosa a chi parla.
Gli Altri Assiomi Della Comunicazione
Nel secondo assioma si dice che “LA COMUNICAZIONE PRESENTA UN LIVELLO DI CONTENUTO E UN LIVELLO DI RELAZIONE”. Da un lato, c’è informazione che è veicolata mentre si dialoga. Dall’altro lato, ci si riferisce al tipo di rapporto che esiste tra chi dialoga o che si intende instaurare. Un aspetto è palesato attraverso l’uso manifesto della parola, e l’altro, è comunque veicolato, ma sottotraccia.
“LE SEQUENZE COMUNICATIVE POSSONO ESSERE ANALIZZATE IN BASE ALLA PUNTEGGIATURA” è il terzo assioma. Ogni passaggio nel dialogo interattivo è dato da una serie di scambi. Ogni messaggio emesso da uno dei due può essere interpretato come stimolo e/o risposta dall’altro. A cui segue un progressivo rimpallamento in base alla personale interpretazione dell’ultimo messaggio ricevuto.
“LA COMUNICAZIONE PUO’ ESSERE NUMERICA O ANALOGICA” è riferita al linguaggio utilizzato. Questo quarto assioma pone l’accento al linguaggio parlato o scritto, per la numerica, e a quello non verbale o paraverbale, per l’analogica.
Infine, il quinto assioma “LE INTERAZIONI POSSONO ESSERE SIMMETRICHE O COMPLEMENTARI”. In questo caso è osservata la dinamica di potere esistente nella coppia. La comunicazione simmetrica si ha quando le parti si pongono sullo stesso livello. La complementare quando tra le due persone coinvolte una occupa una posizione dominante sull’altra.
In Sintesi
L’approccio sistemico relazionale tenendo conto della storia della famiglia e delle sue dinamiche comportamentali apre a prospettive future. Partendo dalla difficoltà del momento si cerca di introdurre elementi nuovi che dischiudano alla soluzione del problema. Disagi relazionali, conflittualità, difficoltà comunicative o passaggi esistenziali stressanti sono al centro del modello.
Questo approccio, nella Mediazione Familiare, fornisce molteplici strumenti per supportare le crisi del sistema famiglia. Per favorire il raggiungimento di accordi nelle situazioni di conflitto in un percorso di separazione o divorzio. Ma anche per aiutare la famiglia in periodi di crisi: assistenza anziani, portatori di handicap, controversie ereditarie, situazioni di affido e adozione.
L’ approccio sistemico-relazione può intervenire in ulteriori molteplici ambiti. Ad esempio, per gestire i disagi nella scuola, nel condominio, nelle istituzioni, nelle organizzazioni aziendali. Essendo in grado di aiutare a ricercare uno spazio comune che riapra i canali comunicativi e ripristini relazioni interrotte.
Vantaggi Del Modello Sistemico Relazionale Nella Mediazione Familiare
L’approccio sistemico relazionale pone attenzione alla comunicazione e alle interconnessioni che collegano le persone al gruppo familiare. L’emersione degli intralci che ostacolano le naturali dinamiche relazionali è il punto di partenza per interventi efficaci. L’ascolto della narrazione delle difficoltà esistenti nella coppia nel qui ed ora è fondamentale. A cui segue il racconto delle dinamiche relazionali nelle famiglie d’origine usando strumenti come il genogramma. Questo step fa affiorare valori e miti, ma anche limiti e intrecci che offrono una visione chiarificante della situazione attuale. A questi vantaggi se ne aggiungono altri:
I vantaggi nella mediazione
Cosa rende efficace il modello
01 Migliorare La Comunicazione
La comunicazione è il veicolo attraverso cui ci relazioniamo, ma non è solo verbale. Un suo utilizzo consapevole può aiutare a veicolare in modo efficace le emozioni, evitando incomprensioni e conflitti.
02 Comprensione Delle Dinamiche Familiari
Facilitare le dinamiche relazionali aiuta a comprendere meglio i ruoli esistenti nel sistema. Permettendo anche di modificare modalità relazionali disfunzionali per ricercarne di costruttive.
03 Risoluzione Dei Conflitti
Le incomprensioni derivanti da una comunicazione difficoltosa originano i conflitti. Acquisire dimestichezza nell’uso di strategie volte a risolvere tali situazioni è benefico per il sistema. Trasformare il conflitto in qualcosa di costruttivo e collaborativo è indispensabile per offrire benessere al gruppo.
04 Rafforzare I Legami Familiari
I legami sono più solidi e resilienti quando il contesto familiare o gruppale, come ad esempio in un’azienda, opera per rafforzarli. Il senso di reciprocità, di appartenenza e di riconoscimento sono fattori che incidono sul legame e sulle lealtà. Fattori che incidono sul desiderio del singolo di essere parte del sistema e di partecipare al benessere collettivo.
05 Supportare Nelle Transizioni
Sostenere nelle fasi di trasformazione significa ridurre le vischiosità e i conflitti. Nella mediazione familiare, normalmente connessa ad una separazione o divorzio, aiuta la coppia in difficoltà. Supportandola nell’attraversamento del dolore, ma nella consapevolezza che la genitorialità permane nonostante tutto. Il Modello Sistemico Relazionale può essere vantaggiosamente usato anche per gestire lutti, tradimenti, cambiamenti logistici o stress.
06 Focus Sulle Risorse
L’attenzione posta all’individuazione dei talenti o competenze o risorse è importantissima. Mettere in luce ciò che il singolo o il gruppo già dispone modifica la prospettiva. Rende possibile attingere a punti di forza già esistenti e magari mai utilizzati, migliorando il benessere emotivo del sistema. Ma anche riducendo ansia e depressione ed aumentando comprensione empatica tra i singoli membri della famiglia.
07 Empowerment Familiare
Empowerment familiare è riferito alla valorizzazione delle risorse che ci sono in famiglia. Perché è necessario riconoscere i bisogni che si muovono nell’alveo familiare per mettere in atto dei cambiamenti. Ma anche di riconoscere ed attingere a potenzialità familiari, capacità emotive e cognitive che possono dissipare o ridurre sensibilmente le conflittualità.
“La famiglia è sede di un capitale primario perché in essa le persone si mettono in gioco, si cambiano, non qualche aspetto di sé, come capita all’interno dei ruoli sociali, ma sé, la totalità di sé.” Eugenia Scabini
“Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.” San Francesco d’Assisi
Strumenti E Tecniche Utilizzate Nella Mediazione Familiare
Le tecniche e strumenti utilizzati hanno, in primis, lo scopo di rimettere in moto la comunicazione nel sistema familiare. L’orientamento sistemico relazionale si concentra sulle relazioni e sul suo divenire per il singolo, la coppia e la famiglia. Si osserva il problema contestualizzandolo e ponendo cura a come ognuno si muove nell’ambiente familiare.
Le modalità utilizzate sono molteplici, ma ciò che fa la differenza è l’accoglimento del disagio che la coppia porta nel setting. L’ascolto empatico, l’assenza di giudizio e il supporto offerto ad entrambi fanno la differenza durante la mediazione familiare. A cui si aggiungono l’uso del genogramma nelle sue molteplici modalità, role-playing, metafora, disegno della casa. Ed ancora le prescrizioni, ciclo di vita della famiglia, metalogo, tecniche narrative verbali e non verbali, domande lineari e circolari.
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